PERCHE’ ESSERE BRAVE NON BASTA PIU’

Pubblicato il 28 marzo 2026 alle ore 10:00

Circa 30/40 anni fa, o poco più veniva insegnato a tutte le bambine un unico grande valore ed insegnamento: essere brave, quindi la bravura, brave sempre  ed in ogni contesto: scuola, famiglia, nel comportamento, essere soprattutto brave con il sesso opposto, parlare bene, stare sedute composte.

Essere brave significava (o significa?) essere accettate dalla società, significava essere amate ed essere considerata di “buona famiglia”, mai parlare in dialetto ma sempre in italiano, un italiano perfetto naturalmente, mai uscire scombinate, vestiti perfetti, scarpe perfette, capelli ben in ordine, questo, significa essere brave.

Quelle brave studiano, lavorano sodo, non si arrabbiano, non pretendono.

Oggi questo funziona?

Dai dati emerge che queste bambine, ormai divenute donne, sono oggi stanche frustrate, invisibile e soprattutto insoddisfatte.

Oggi essere brave non basta più.

La bravura è sicuramente una delle qualità più belle di una persona e soprattutto di una donna in quanto in essa può trasformarsi in una gabbia solo perché la brava non delude mai, non crea problemi, non chiede nulla, si adatta e quindi, si annulla.

A tutto questo, dobbiamo aggiungere: in ogni famiglia la figlia che si diploma, si laurea, si sposa e mette su famiglia è la “brava” per eccellenza, perché è questo che impone la società, ancora oggi.

Il mondo non è però la famiglia, il mondo non premia chi mette su famiglia e soprattutto non premia chi resta in silenzio, premia chi si espone, chi si mostra, chi osa e non chi sta in un angolo, le brave sono cresciute con l’idea sbagliata che il merito venga visto e riconosciuto.

Nasce cosi e si diffonde un altro meccanismo importante: l’invisibilità. Quante donne competenti restano nell’ombra aspettando solo che qualcuno si accorga di loro? Lavorano più degli altri, ma vengono superati da tutti, lavorano in più solo perché è giusto, essere brave significa questo?

No non significa questo e ovviamente nessuno mai ci dirà quanto siamo brave.

L’invisibilità è questo, è stanchezza, perdita di autostima, è isolamento.

Da generazioni, essere brave è un modo di sentirsi al sicuro, ma oggi questo non porta e non serve a nulla.

A questo punto, senza giri di parole ci possiamo chiedere cosa significa esistere, e lo diciamo subito, significa dire no senza sensi di colpa

Oggi (forse), almeno in alcuni casi questo sta cambiando perché si è brave anche quando in discoteca, si può essere brave anche non andando all’università, anche restando single, anche tradendo, anche non amando nessuno e solo se stessi, si può essere brave anche se non si vuole diventare genitori, si può essere brave anche senza i canoni che la società ti vuole a tutti i costi trasmettere.

Questo è il passaggio faticoso perché significa gettarsi alle spalle un’educazione radicata ormai da anni all’interno della società ed è una parte difficile perché potrebbe portare a deludere uscendo nettamente fuori dagli schemi.

Il mondo non ha più bisogno dello stereotipo della donna brava che resta in silenzio.

Il mondo di oggi ha bisogno di donne che parlano, di donne che si impossessano dello spazio che meritano, perché la bravura è solo un punto di partenza e non un punto di arrivo e così ovviamente non si smette di essere brave ma la bravura diventa un valore aggiunto a quello che già siamo.

“Smettere di essere solo brave è l’inizio del momento in cui iniziamo, finalmente ad essere davvero noi stesse”

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.