Dire sempre sì non è professionalità. È paura di perdere clienti.
A cura di Alessandra Macchiarella
Nel settore beauty la disponibilità viene spesso considerata una qualità.
Essere flessibili, adattarsi, trovare sempre una soluzione.
All’inizio sembra la strada giusta: l’agenda si riempie, i clienti tornano, il lavoro non manca.
Dire sempre sì dà l’impressione di essere apprezzati.
Poi, lentamente, qualcosa cambia.
Gli orari si allungano.
Le richieste aumentano.
Le eccezioni diventano abitudini.
E senza accorgertene, smetti di avere confini.
Quando i confini non sono chiari, il cliente non distingue più tra te e il servizio che offri.
Il lavoro diventa personale, non professionale.
Non perché i clienti manchino di rispetto, ma perché nessuno ha mai definito le regole.
Dire sempre sì non è attenzione al cliente.
È rinunciare alla propria posizione.
Un’attività professionale non si basa sulla disponibilità infinita, ma sulla coerenza.
Sapere cosa aspettarsi crea fiducia più della concessione continua.
Molte professioniste temono che stabilire limiti significhi perdere clienti.
In realtà succede il contrario: si allontanano quelli che cercavano solo comodità, restano quelli che cercano competenza.
Il rispetto nasce dalla chiarezza.
Quando inizi a definire:
- orari precisi
- modalità di prenotazione
- tempi di risposta
- condizioni del servizio
il lavoro diventa più ordinato, più leggero, più sostenibile.
Non lavori meno.
Lavori meglio.
Dire di no non è un rifiuto personale.
È una scelta professionale.
Significa stabilire come vuoi lavorare e in quali condizioni.
Significa smettere di reagire alle richieste e iniziare a guidare il tuo tempo.
Nel beauty la crescita non arriva quando sei sempre disponibile.
Arriva quando il tuo tempo ha un valore riconoscibile.
Il vero cambiamento avviene quando smetti di chiederti se qualcuno si offenderà
e inizi a chiederti se quel sì rappresenta davvero il tuo modo di lavorare.
Dire sempre sì fa sentire utili.
Dire qualche no costruisce una professione.