Il problema non è che chiedi troppo. È che non sai spiegare il tuo valore.
Nel settore beauty il prezzo è sempre l’argomento più scomodo.
Si parla sottovoce, con imbarazzo, spesso con senso di colpa.
“Forse chiedo troppo.”
“Forse il mercato non è pronto.”
“Forse devo abbassare.”
In realtà, nella maggior parte dei casi, il problema non è il prezzo.
È la mancanza di valore percepito.
Il cliente non paga ciò che fai.
Paga ciò che capisce.
E quando non capisce, confronta.
Quando confronta, sceglie il prezzo più basso.
Non perché non apprezzi il tuo lavoro, ma perché non vede la differenza.
Nel beauty molte professioniste hanno competenze elevate, anni di esperienza, formazione continua.
Eppure comunicano tutto questo come se fosse scontato.
Come se il valore dovesse essere intuito, non spiegato.
Ma il valore che non viene raccontato resta invisibile.
Dire “sono brava” non è una spiegazione.
Dire “ho studiato tanto” non è una strategia.
Dire “i miei prezzi sono giusti” non costruisce percezione.
Il prezzo alto senza una narrazione chiara genera resistenza.
Il prezzo basso senza una strategia genera frustrazione.
Il punto non è quanto chiedi.
Il punto è se il cliente capisce perché lo chiedi.
Spiegare il valore non significa giustificarsi.
Significa dare contesto.
Significa mostrare cosa c’è dietro a ciò che fai: metodo, visione, esperienza, scelta.
Quando il valore è chiaro, il prezzo smette di essere il centro della conversazione.
Diventa una conseguenza.
Chi lavora sul proprio posizionamento non abbassa i prezzi per convincere.
Li sostiene con coerenza.
Perché il vero problema non è essere troppo cari.
È essere facilmente sostituibili.
E la sostituibilità nasce sempre dalla stessa radice:
mancanza di identità, di narrazione, di direzione.
Nel beauty non vince chi costa meno.
Vince chi sa spiegare perché scegliere lui — o lei — ha senso.