Nel settore beauty la formazione segue da sempre una direzione precisa: fare.
Fare bene, fare tanto, fare in modo impeccabile.
Si impara la tecnica, la manualità, il protocollo corretto.
Si viene allenate all’esecuzione, alla precisione, alla performance quotidiana.
Quello che raramente viene insegnato è decidere.
Decidere cosa tenere e cosa lasciare.
Decidere su cosa puntare.
Decidere che direzione dare al proprio lavoro, prima ancora che alla propria agenda.
Nel beauty la decisione non è mai stata considerata una competenza professionale. È stata spesso trattata come un lusso, o peggio come un rischio.
Il risultato è un’intera generazione di professioniste estremamente preparate dal punto di vista operativo, ma fragili quando si tratta di fare scelte.
Produrre dà sicurezza.
Decidere espone.
Produrre riempie il tempo.
Decidere richiede visione.
Così si finisce per lavorare molto, ma senza governare davvero il proprio percorso. Si resta immerse in un presente continuo fatto di appuntamenti, richieste, urgenze. Si è sempre occupate, ma raramente direzionate.
Il lavoro procede, ma la crescita resta ferma.
Accade allora una dinamica ricorrente: si lavora nel proprio lavoro, ma non sul proprio lavoro.
Si reagisce a ciò che arriva — clienti, trend, richieste del mercato — invece di costruire ciò che si vuole diventare.
Nel beauty la crescita viene spesso raccontata come accumulo: un corso in più, una tecnica aggiunta, un servizio ampliato. Si aumenta la competenza, ma non necessariamente la chiarezza. Si aggiunge continuamente, senza mai togliere. Si riempie l’agenda, senza interrogarsi sul senso della direzione intrapresa.
Il problema non è la formazione tecnica.
Il problema è quando diventa un rifugio.
Studiare, applicare, produrre è più semplice che fermarsi e decidere chi si vuole essere davvero come professionista. Perché decidere implica anche rinunciare. Implica dire no. Implica scegliere una strada accettando di non percorrerne altre.
Ed è in questo passaggio che molte si bloccano.
Senza struttura e senza visione, ogni scelta sembra un salto nel vuoto. Così si resta nel conosciuto, continuando a produrre con la speranza che qualcosa, prima o poi, cambi da solo. Ma niente cambia se non cambia il modo in cui si pensa il proprio lavoro.
Esiste una differenza sostanziale tra chi lavora nel proprio business e chi lavora sul proprio business.
La prima produce.
La seconda decide.
E senza decisione non può esistere crescita.
Decidere non significa avere tutto chiaro. Significa assumersi la responsabilità della direzione, anche quando non è perfetta, anche quando non è definitiva.
Finché saranno il mercato, i clienti o le circostanze a decidere al posto tuo, resterai sempre impegnata ma mai davvero padrona del tuo percorso.
Il passaggio chiave non è fare di più.
È fermarsi e iniziare a scegliere.
Scegliere cosa ti rappresenta.
Scegliere dove investire tempo ed energie.
Scegliere che tipo di professionista vuoi diventare nei prossimi anni, non solo nei prossimi mesi.
Produrre ti mantiene in movimento.
Decidere ti permette di andare da qualche parte.
E nel beauty, oggi più che mai, la differenza non la fa chi fa tutto.
La fa chi sa scegliere.